La piaga dell’ex che stalkera

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Passi quasi 1 ora del tuo venerdì sera, a casa tua, a spiegare alla tua attuale frequentazione che con la tua ex non c’è più nulla, che la vedi spesso per

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Piazza Pinelli a mano armata.

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Rientravo a casa un sabato ad ora tarda e mediamente alticcio, dopo finale di Sanremo passata a bere della vodka.

Quando facevo per infilare la chiave (della macchina) nel portone di casa, alle mie spalle compare un ragazzetto smilzo che abita per lì e mi dice “Senti. Scusa“.

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Edimburgo – atto II

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Previously, on ‘The World seen from a Point’

“Vieni in ferie con me.”

“Lo sai non è possibile. Io lo vorrei ma poi…mi viene voglia di piangere.”

“Il Possibile é solo un Impossibile che ci ha creduto”

“Non sarei l’uomo che sono se ti dicessi di sì”

“Non sarò la donna che voglio essere se mi dirai di no”

Ullallá!

Domenica 13 agosto 2017.
E’ arrivato il giorno.(Per chi non sapesse, non ci fosse, non volesse, la prima parte è qui.)

Vado a prenderla sotto casa, scendo dalla macchina per aiutarla con la valigia.
Perchè la cavalleria non è morta, signori miei.Ma lei non ha la valigia.

Ha solo la borsetta.

Io così:

Messi

Con entrambe le mani sulla bocca farfuglia qualcosa che assomiglia ad un

“Ho dimenticato la valigia!…”

“Nei tuoi post passo per una stupida e questo non va bene” (cit.).”

Ok. Vai a prenderla anziché stare lì a guardarmi impalata…”

“…é MOLTO più complicato di quanto pensi”

“…”

“La valigia è in macchina. che è chiusa in garage e le chiavi del garage le ho lasciate dentro, quindi non posso più aprirlo.”

In che mani mi sono messo?

“Sento mia mamma che è a Bardonetto”

Io capisco Bardonecchia.

Le spiega la situazione.

“Ah…ok…Al massimo veniamo su a prenderle…”
“MA A BARDONECCHIA!?” comincio tra me e me a contare con le dita le ore che separano Bardonecchia da Malpensa. Troppe.
“Bardonetto! Taci un attimo.”

Io non ho ancora detto nulla, eppure ne avrei da dire.

Tuttavia vengo bruscamente zittito.
Questa non è giustizia, amici che vi siete collegati solo in questo momento.

Mantengo la calma e mi fido della persona che ho vicino, poichè la reputo intelligente e confido che tutto si risolverà per il meglio.

Il fratello, dice la mamma, ha una copia delle chiavi a casa a Spineto.

Con 1 ora di ritardo sulla tabella di marcia recuperiamo la valigia.

Il peggio è passato. Si vola.

In aereo va TUTTO male.
Lei si addormenta troppo presto, quando invece io alla partenza ho bisogno di un supporto psicologico e di un contatto fisico perchè in salita, quando pare che si spengano i motori, muoio sempre un po’.

Mi salva la Settimana Enigmistica.

Incroci Obbligati fatti.

Il Gingillo fatto.

Cornici concentriche fatte.
Salto il Bartezzaghi perchè voglio attaccare il sudoku definito Molto difficile.

I miei vicini, però, parlano da quando siamo decollati e continueranno fino all’atterraggio.
2 ore e 10 minuti di parole e parole e parole tra loro e quelli davanti, che stanno in ginocchio sui sedili girati verso di noi.
Mi disturbano, impossibile concentrarsi.
E sono esteticamente brutti.

Probabile comunità di tossici in vacanza premio ad Edimburgo.

Ad un certo punto il dramma: mi accorgo del doppio 2 nel quadrato centrale.

Sbotto.
Mi scappa un “Porca puttana, cazzo…!” a voce un po’ troppo alta, con l’aria di attentati che tira.

Vorrei tanto quella maschera di ossigeno di cui mi parlava l’hostess prima del decollo.
Dove sarà? Dove?
Ma ormai il danno è fatto.

Mi giro verso di lei che è si è svegliata e mi guarda con imbarazzo.
Finge di avere un dialogo con i suoi vicini (ci separa il corridoio), ma io le butto il giornale e la penna.

“Toh, fallo tu”

Inizia forse a dubitare del mio saper stare in mezzo alla gente

Mi alzo, vado in coda e ordino un gin-tonic per calmarmi.
“Che gin vuole?”
“Bombay, amico”
“Subito Signore”
Adesso sto bene.

Nessuno applaude il pilota dopo l’atterraggio e torna il buon umore.

Può cominciare la mia mini vacanza dopo quelli che mi sono sembrati secoli di lavoro.

Non vi annoierò (ulteriormente) raccontandovi i 3 giorni passati su e giù per i 7 colli di Edimburgo, dico solo che finalmente sono tornato a riapprezzare quanto è bello buttare il culo su un aereo e scomparire in mezzo a gente sconosciuta.
Ci vanno ovviamente tempo e soldi.
Fanculo il tempo, fanculo i soldi.
Che poi ci prende un cancro alle palle e non ci godiamo più niente, nemmeno il caffè al mattino.

Vi lascerei con un paio di chicche della mia compagna di avventure, ma poi davvero passerebbe per la sciacquetta che non è.

Che poi cose come “Devo comprare le sigarette, vado là che ho visto la T di Tabacchi” (era la T di Times) si perdonano a chiunque.

O quando, guardando delle spade nella Stanza delle Armi al Castello, mi chiede tutta seria e innocente:
E’ meglio averla lunga, oppure corta ma più larga?
La cingo alle spalle ammiccante e annuendo le dico “E’ un discorso piuttosto lungo”

O anche

“Domani mattina voglio vedere la cappel-”
“E la vedrai, giovane!”
“…la di Rosslyn”
“Aaah.”

L’ultima, l’ultima!
Saliamo su un bus pieno, per cui stiamo in piedi, mentre continua a parlarmi si attacca distrattamente ad una maniglia.
“Non…non puoi appoggiarti lì..”

Si era attaccata alla maniglia di una valigia di un signore indiano seduto lì nelle vicinanze. Ma sono dettagli.

Edimburgo è bella e cara come il fuoco, però andateci. Col k-way, ma andateci.

Buon rientro dalle ferie, sappiate che settembre è SEMPRE un mese decisivo, ve lo dice uno che sa!