Dinamika, Cuorgnè, anni ’90. Quando i ragazzi diventarono uomini.

dinamika

Quando Cuorgnè era la Capitale del Canavese e le genti salivano copiose da Rivarolo, Ivrea, San Maurizio, Chivasso e prima cintura di Torino, scegliere dove andare al cinema, ma soprattutto dove andare a ballare,

non era facile per nessuno.

Il C23 (di cui si parlerà nel prossimo post) era un posto in collina per giovani signori in giacca e cravatta, 18 biglietti da mille per entrare, tessera da mostrare al buttafuori, parcheggio “Lire duemila, biglietto all’uscita, non lasciarlo in macchina
Guardaroba altre lire duemila.
Insomma, senza essere quasi usciti da casa avevi già investito 22 mila lire, ed era il 1992.
Non potevi nemmeno essere troppo ubriaco, o avresti rischiato di essere rimbalzato come l’ultimo dei barboni.

Ma dall’altra parte della città, sulle sponde dell’Orco, dalle ceneri del ‘fu’ Due Rotonde e poi Camomilla, sorse quello che per tutti rimarrà il locale più frequentato di quegli anni: il Dinamika.
Mani alte e a paletta, sguardi persi nel vuoto, pezzi tipo questo o quest’altro che solo a sentirli mi fanno venire voglia di bere, nonostante siano le 2 di pomeriggio.
E comunque non è mai l’ora sbagliata del pomeriggio per cominciare a bere.

Discoteca da almeno 4 mila persone dislocata su due piani, detta anche “La” Dinamika da pochi sfigati (“Stasera andiamo alla Dinamika?” “Ascolta me, stai a casa”), costava 8 mila lire con consumazione, 12 mila se c’era una serata speciale con super ospite tipo Vernice, Corona, Albertino o altri personaggi più o meno famosi.

Quando venne qui, Gigi D’Agostino non era ancora molto conosciuto, ma ricordo che all’entrata una lucidissima Lella Di Pont (mai saputo il vero nome) fu buona profeta e mi degnò della sua parola:
Minchia vedrai come spacca
“Questo? Con sta faccia da coglione?”
Oh ma te li do due schiaffi?
“Preferirei di no, signora LelladiPont”
E comunque io preferisco Superpippo
Un’amante della Walt Disney, chi lo avrebbe detto.

Io avevo dai 17 ai 21 anni, magro come un chiodo, poca personalità, prime vere esperienze con l’alcolico pesante, iniziato alla tequila-boom-boom dal mio amico Francesco Maria, ora noto farmacista.
Ma me la cavavo egregiamente anche con il Cointreau liscio, di cui mio padre aveva una bottiglia nell’armadietto degli alcolici in salotto.
Ci tiravo un paio di golate importanti, prima di trovarmi in piazza con gli altri e aprire la bottiglia di vodka alla pesca comprata al Superdrink Porcellana al pomeriggio, da consumarsi preferibilmente in meno di 6 persone, per poter stare seduti al caldo in macchina, e nel giro di 10 minuti.

Perchè al Dinamika si arrivava lunghi e barcollanti, mica a snocciolare congiuntivi e consecutio temporum come dei professorini della fungia.

“GIUSEEE’…CUL’A TTIA, L’HAI POI PIZZICATA A QUELLA TIPA DELLE GIOSTRE?”
SI’
“E COM’E’ ANDATA?”
EEEH…SE CI PIACEVA MOLLE LA FACEVO MORIRE!

Il Tamarro canavesano, ancora nel bozzolo, trovava al Dinamika il suo habitat naturale per uno sviluppo sano e completo, secondo solo alla Discoteca Mobile di Fausta.
Raccomandata dai migliori pediatri.
Arrivava in Panda 45 con anfibio, jeans strappato, pinassa già girata e maglietta con Bob Marley o Re Lucertola o altri eroi di 20 anni prima.
Si buttava subito in pista senza perdere troppo tempo a cazzeggiare, che le tipe le baccagliava in pista con il suo stile discutibile, ma clamorosamente efficace.

Quante volte avete pensato “Ma come cazzo fa quella a stare con quel tamarro dimmerda?”

Su ogni canzone, preferibilmente straniera, aveva il suo coretto in rima studiato in settimana.
“♫ EIN, ZWEI, POLIZEI…♪”
“…PIGGHI IN CULO E TE NE VAI!

E via così.
In gruppo dava sempre il meglio e i loro balli rimarranno per sempre nella storia.
(Che fine hanno fatto i tamarri? Ecco di cosa dovrebbe parlare la Sciarelli a Chi l’ha visto il mercoledì sera)

Io mi schieravo come al solito a metà, cercavo di portare a casa il minimo sindacale (che a quel tempo erano un limone e nulla più, ma sembrava una cosa impossibile) citando frasi di fratelli maggiori tipo Dylan Mc Kay e cercando di impressionare tipe che mi vedevano da un chilometro che ero stronato e poco credibile.
Ma poi, tipe che a 18 anni volevano una storia seria.
O che venivano a ballare col fidanzato.
A pensarci ora saranno pentite.
Darla via come il pane, criste!

All’una nella sala sopra mettevano la solita sequenza revival che mi ricordo come fosse ieri. Cominciava così:
1) Could you be loved (che tutti cantavano “Giùggiù biloooò…en bilo-ò”)
2) Buffalo soldier
3) Roadhouse blues (versione live…”Ladies and gentlemen…from Los Angeles, California…The Doors!…”)
4) Light my fire
5) Break on through to the other side (dove imparai a pogare coi gomiti alti)

e così via e io ballare legnoso e spastico come non mai.
In questa sala non vi era quasi la presenza di tamarri, un po’ perchè per loro la musica revival è da fighetti di merda, un po’ perchè a quell’ora in molti stavano litigando con altri tamarri.
Alle 2 infatti il locale era già semi-deserto (si entrava alle 10,30), ma non si usciva prima di aver assistito a varie risse tra ciucchi:

  • Felettesi vs Rivarolesi
  • Favriesi vs Busanesi
  • Rivaresi vs Fornesi
  • via Brigate contro Resto del Mondo. D’altra parte eravamo a Cuorgnè, quindi quelli che venivano a rompere il cazzo da fuori avevano vita grama.
    Noi pisciaturi di Cuorgnè invece eravamo difesi.

E poi ordinaria routine.
Il mio solito compagno di liceo che limonava sempre sui divanetti con una figa conosciuta la sera stessa.
Tutti gli altri a provarci con qualsiasi cosa respirasse, piante escluse.
Qualcuno che veniva accompagnato all’uscita dai buttafuori.
Una volta toccò pure a me, avevo esagerato con della vodka all’arancia poco fredda, bevuta a casa dell’amico Vucca.
Sboccai in bagno ed ero pallidino.
Si avvicinò un buttafuori e mi disse
Vai a prendere un po’ d’aria
“Vammela a prendere tu”.
Rosso diretto.

Non so perchè il locale chiuse, forse perchè non ci andava più nessuno.
Vale lo stesso per il C23.
Secondo me le nuove generazioni hanno cominciato a preferire ad andare a Torino o ad Ivrea e non nei locali cittadini, che settimana dopo settimana rimanevano sempre più vuoti.

E ora a Cuorgnè di quei sabati sera non rimane nulla, solo il ricordo di gente che starà pensando “Bei tempi”.
Quanto odio questa frase.


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7 pensieri su “Dinamika, Cuorgnè, anni ’90. Quando i ragazzi diventarono uomini.

  1. Bravo Chri….mi hai fatto tornare indietro un pò di anni…..e diveritire ripensando alle scene vissute e realmente accadute come hai proprio scritto tu. Complimenti

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  2. Sei sempre un grande!
    Could you be loved (che tutti cantavano “Giùggiù biloooò…en bilo-ò”)

    PS: l’amico farmacista sarà grato per la pubblicità che gli fai!

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    • Quando sento DINAMIKA dopo tanti anni mi si arrizzano i pila😂😂
      Prima serata dopo vari tentativi sfumati,finalmente accompagnato da mia sorella più grande ,a 14 anni mi fanno entrare…entro alle 10:30…11:00…con coprifuoco ,mezzanotte😱😱…
      Evento straordinario….Il MITICO,INIMITABILE ,FANTASCENTIFICO….GIGI D’AGOSTINO…
      QUANTU PILU…!!!QUANTO DIVERTIMENTO,CHE MUSICA…
      RICORDO GLI AFTER TAGLIANDO LA SCUOLA,LE GARE DI LIMONATE…
      QUANTO DAREI PER VEDERLO RIAPRIRE….QUANTO DAREI PER SERATE COSÌ, CON POCO VIAGGIAVI DENTRO LA MUSICA DENTRO UN UNIVERSO NELL UNIVERSO….CHIAMATO COL NOME CHE NON SI CANCELLA MAI,VIVO NEI RICORDI PIÙ BELLI…
      QUANTE RISSE,QUANTE RISATE…QUANTU PILU…QUANTA MUSICA ALCOOL….QUANTA GENTE…DA TUTTA ITALIA…
      QUANTO DIVERTIMENTO CHIAMATO SEMPLICEMEENTE
      DINAMIKA!!!!

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  3. Pingback: Il C23 di Costosa, Cuorgnè: dove gli uomini diventarono Signori. | Il Mondo visto da un Punto

  4. Bel resoconto!! Io e i miei amico stavamo sempre nel piano sopra perché era un po’ più tranquillo. La seconda volta che andavamo ballavo con una mianmica e lei mi disse: “guarda quella tipa ha i pantaloncini (allora si usava andare in giro scosciate) come i miei… però a me stanno meglio”, io risi e dopo 5 minuti 4 ragazze (che scoprii poi essere di Feletto) mi erano già intorno… la ragazza in questione era una loro amica. Una di loro mi disse: “Cos’avevi da guardare la mia amica? ” ed io temeraria: “Perché te la consumo?” Morale della favola me le sono prese da 2 ragazze!!! Bel posticino 😂😂

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    • CIAO A TUTTI SONO DJ MARCO RIVA, SICURAMENTE DOPO SETTE ANNI PASSATI AL DINAMIKA DAL 1993 AL 2000 AVREI TANTI EPISODI DA RACCONTARE. IO E ALDO LE REVE CON HAREM DJ E I FRATELLI REVELLO CI SIAMO VERAMENTE DIVERTITI. QUANDO NEL LONTANO 1993 I FRATELLI PORCELLANA MI CHIAMARONO PER APRIRE LA SALA SUPERIORE, METTEVO UN PO’ DI TUTTO DALLA DANCE ANNI 70/80 AL ROCK DI JIM MORRISON PER FINIRE CON BOB MARLEY.SERATA INDIMENTICABILE E STATA CON GLI STATUTO PER PASSARE ALLA CLASSICA MEZZANOTTE ROCK. COSA DIRE DEI MIEI COMPAGNI DI “SERATONE ” LUCIANO IL PRINCIPE,TRIP MARCO.LELLA E TUTTA LA BANDA DI PONT C.SE SENZA CONTARE I RAGAZZI DI CASTELLAMONTE CUORGNE’ ETC ETC . POI ILLUMINAZIONE DI ALDO LE REVE CON GLI AFTERHOURS CON GIGI, SUPER PIPPO, LELLO B., G. PARRINI, ZAPPALA’ FRANCHINO E TANTI ALTRI. CIAO RAGAZZI ALLA PROSSIMA

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