Le ali del calcio.

Martingala

Una volta il calcio Italiano era popolato da gente che saltava l’uomo sulle fasce.
Aaah…le ali… (guardo il soffitto con occhio sognante).

Stuzzicavano la nostra fantasia, le imitavamo in cortile, andavamo a vederle allo stadio, ci immedesimavamo in loro la sera nei momenti prima di addormentarci.

Causio, Sala, Meroni, Di Livio, Bruno Conti e altri che non sto a dire.
Poi è arrivato il Profeta di Fusignano (marcirà all’Inferno) e addio, adorati funamboli della fascia.

Adesso si chiamano ‘esterni alti’ e devono anche difendere.
In italia era rimasto Cerci, altri non me ne vengono in mente, ma il nostro gioco risulta prevedibile.
Non è più il classico gioco all’italiana, non è ancora quel calcio moderno che giocano in Europa e dal quale prendiamo ormai sempre sonore scoppole.

E lo dicevo che Atene non ci avrebbe sorriso.
Atene non ci ha MAI sorriso.
(Anche Magath marcirà all’Inferno)

Io..io…ecco…vorrei essere ascoltato un po’ di più, soprattutto se vi giocate una martingala (di cui abbiamo una diapositiva) con Olimpiakos – Juventus e la fuocate per averci messo X2.

E’ sempre un peccato che oggi debba parlare solo di calcio, ma essendo un Tuttologo devo ahimè toccare anche questo argomento, da secoli lo Scacciafiga per eccellenza.

Nella prossima puntata il tema sarà “L’insicurezza femminile e come far sì che questa possa tornare utile agli uomini ai fini della copula”, argomento per il quale ho un Master.

A risentirci mercoledì 29 alle ore 21 quindi.
Nel frattempo, avendo osservato il volo degli uccelli, quelli di voi che hanno l’autonomo si preparino pure ad accendere, che volge al brutto.

Scaramanzia, sempre.

Allora, la situazione è questa: stanotte (anzi stamattina presto) ho sognato che, causa male ignoto, mi rimanevano 3 giorni di vita.

Tre.

E’ comparsa in sogno anche mamma, ma non ha detto nulla.
Se con espressione grave avesse detto qualcosa come “Mi dispiace” prenderei la cosa molto seriamente.
Invece mi guardava e basta.

La buona notizia sarebbe comunque che ho ancora un weekend a disposizione.
Quella brutta che avevo piani non indifferenti per l’autunno.
Tipo cambiare divano, che sarà un dramma senza fine e anzi mi chiedo se non ci siano gruppi di sostegno ai quali poter partecipare per superare il trauma.

E poi, ma forse il sogno è dovuto proprio a quello, avevo appena cominciato il conto alla rovescia verso i miei 40 anni (ad oggi mancano 422 giorni).
Il messaggio del mio inconscio è quindi chiaro:
“Non fare stupidi conti alla rovescia, non sai nemmeno se ci arrivi.”
Me cojoni.

Non si vedeva un inconscio così negativo dalla finale dei Campionati Europei del 2000, quelli in Belgio-Olanda.

Per i non intenditori, ad 1 minuto dalla fine l’Italia è avanti 1 a 0 sull’amata Francia con gol di SuperMarco Del Vecchio.
Del Piero è riuscito a sbagliarsi il raddoppio in almeno 2 occasioni, ma per me andava benissimo così.
Ci restava solo da alzare la Coppa.

Al 93esimo mi alzo e mi giro verso i miei coinquilini sollevando la bolletta al cielo e annunciando trionfalmente “Sono un grandissimo. Ho messo 10 pounds sull’1 a 0 dato a 7”

Nel frattempo, nella televisione dietro di me

Rinvio di Barthez
Spizzata di Trezeguet
Diagonale di Wiltord.
Gol della Francia.

Scaramanzia, per Dio, scaramanzia…

Buon weekend a tutti, state pronti che da lunedì si ricomincia con la solita e fantastica routine.
Non solo, ma al cambio lenzuola del sabato mattina rimetterò già il piumone, che secondo me la notte fa freschetto e la mia schiena non è più quella di una volta.

Vi abbraccio tutti, nessuno escluso.

In Italia non si può parlare di calcio senza litigare.

A volte sarebbe bello portare davanti a chi insulta i morti di Superga, Heysel, o Paparelli o Spagnolo, i genitori, i fratelli, i figli di questa gente che è morta per una partita di calcio o per un incidente aereo.
Vorrei proprio vedere cos’avrebbe da dire quel tale che alza lo striscione “-39” davanti ad una donna che a Bruxelles ha perso il figlio, schiacciato dalla folla impaurita che scappava dalle cariche dei tifosi del Liverpool.
O quello che ha scritto “Fortunato leucemico fulminato”.
Geniale, per un ragazzo di 25 anni che muore di leucemia.

Detto che anche io quando ero giovane cantavo i cori su Superga (ma quando sei giovane sei abbastanza stupido e segui il gregge, e comunque le canzoni sono orecchiabili e in rima, abbiate pazienza ma viene proprio da cantarle), noto oggi una diatriba sui due striscioni di ieri sera allo Stadium.

Mentre srotolavano quello del primo anello tutto lo stadio si è zittito e ognuno di noi si aspettava la peggio cosa.
Poi invece una volta scoperto il tutto (“ONORE AI CADUTI DI SUPERGA”) la gente si è alzata in piedi ed ha applaudito.
Che lo striscione lo abbia fatto e/o voluto la società chissenefrega, perchè lo abbiamo condiviso tutti.

Un centinaio di persone che stavano al secondo anello con un altro strisicone
(“LA MORTE COME IL RISPETTO SONO UGUALI PER TUTTI, L’ONORE SOLO PER I CADUTI BIANCONERI”), secondo me, non ha rovinato QUEL momento di sincera vicinanza agli ‘odiati’ cugini.

Certamente è uno striscione condannabile e quella gente dovrebbe essere a fare altro perchè col calcio non c’entra NULLA.
Ed è anche purtroppo vero che sono la minoranza ma comandano, tipo il signor Gennaro la Carogna da Napoli, dal quale ho avuto l’ok per pubblicare questo post.
Io non identifico il calcio con lui, nè tantomeno identifico i napoletani con lui.
Il calcio è di chi si fa i chilometri per seguire la propria squadra sempre ed ovunque, senza violenze di ogni tipo, smenandoci dei soldi per aerei, treni, mangiare, dormire, voler stare coi propri amici.